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vellutata vegan di cece nero e asparagi.

Viaggio nella mia stanza

ai confini della mia stanza

oltre i confini della mia stanza

Viaggio nella mia mente

ai confini della mia mente

oltre i confini della mia mente.

Viaggio nella mia immaginazione

ai confini della mia immaginazione

oltre ogni immaginazione.

Un piede dietro l’altro si forma una traccia senza fine

che si nutre dell’impronta nuova e si porta dietro

la catena dei passi ne faccio una mappa che si adatta

a qualunque spazio e luogo, dove i colori e le forme sono

scelti dalla memoria non è necessario prendere una direzione,

tutte sono disponibili a portarti dove puoi ritrovare le tue

emozioni.

S. Chiesa

 

Stamattina sono uscita a spasso con Medora. Mi sono seduta su una panchina, mentre lei annusava i sederi dei suoi amici quadrupedi e li salutava sbandierando fiera la coda.

Mi cade l’occhio su un foglietto stropicciato di fianco a me.

Curiosa, allungo la mano.

Per un attimo ho pensato che quello scarabocchio, forse, non era lì per caso.

Come quando trovi un libro abbandonato su un sedile del treno, o in una sala d’attesa. Ti guardi intorno. Non c’è nessuno. Lo prendi, con la netta sensazione che sia stato messo lì per te. Perchè tu lo trovassi. Quasi ti aspettassi di leggerci il tuo nome scritto a mano appena girata la copertina.balenavolante

Sì, dev’essere così.

Insomma stiro le pieghe del foglio e ci trovo scritta una poesia, la stessa che ho voluto condividere con voi.

Sono tornata a casa col cuore che batteva forte e gli occhi a stella, tipo cartone animato.

Come se avessi trovato una bottiglia in riva al mare con dentro un messaggio (chi non ha mai sognato, almeno una volta, di trovarne una!?!)

Beh. Grazie, Universo, per questo messaggio inaspettato!

***

Ora però cuciniamo su. Una classica vellutata che fa primavera, con asparagi e patate, ma con un tocco che la rende speciale; per questa vellutata ho voluto infatti usare un ingrediente poco conosciuto, il cece nero.

cece_nero_balenavolanteQuesto legume di antiche origini è molto resistente ed è originario della Murgia. I contadini raccontano che nell’800 veniva dato alle partorienti perchè molto nutriente. In effetti ha un elevato contenuto di ferro, ecco anche il perchè della caratteristica colorazione della buccia.

Le piante si presentano come  cespugli dai fiori rosso-violacei, mentre il legume è più piccolo rispetto ai ceci comuni e ha la buccia irregolare e rugosa, di colore nero. L’interno è di colore bianco-giallo.

Sono molto saporiti e possono essere preparati in diversi modi.

Un avvertimento: tingono l´acqua di cottura di un intenso colore nero!

Per questo ho preferito prepararli a parte (oltre che per i diversi tempi di cottura dell’asparago).

Il cece nero è buonissimo anche da solo, per fare un passato, dell’hummus oppure abbinato ad altri legumi o verdure. Da provare l’abbinamento con la zucca.

INGREDIENTI

(per 2 persone)

500 ml di acqua;

un mazzetto da 300 gr di asparagi freschi bio;

2 patate bio;

1 scalogno;

olio extra vergine bio;

150 cece nero;

miso di riso o salasa di soia tamari o un pizzico di sale integrale bio;

1 pezzettino di alga kombu oppure due foglioline di alloro;

 

Per preparare i ceci li ho messi innanzitutto in acqua per 12 ore.

Poi li ho fatti cuocere in acqua a fuoco medio per circa 1 ora con un pezzettino di alga kombu (circa 3 cm), che aiuta a digerire meglio i legumi. In alternativa potete usare l’alloro, dalle proprietà antifermentative (meno scoregge per tutti, ecco).

Una volta cotti li ho scolati e messi da parte mentre preparavo il resto degli ingredienti.

Ho versato un filo di olio in una pentola e messo lo scalogno tagliato a striscioline ad appassire. Ho aggiunto gli asparagi tagliati a pezzi, le patate pelate e tagliate e l’acqua.

Quando asparagi e patate si sono cotti ho spento il fuoco e frullato fino a ottenere una crema.

Ho impiattato e versato sopra mezzo mestolo di ceci neri.

Per condire ho usato la salsa tamari, ma è buonissimo anche con il miso di riso aggiunto a freddo oppure un pizzico di sale integrale bio e qualche erba provenzale.

 

vellutata_vegan_cece_nero_balenavolante

 

 

 

 

 

27 Comments

  • MARI

    29 marzo 2014 at 15:03

    che bellini i ceci neri!!! adesso devo per forza cercarli così posso provare questa delicata vellutata!magari ci metto gli asparagi bianchi della mia città: Bassano. Sono un pò più amarognoli di quelli verdi, ma credo si possano sposare bene con il gusto dei ceci!
    una volta in treno ho trovato un libro di poesie di Carmen Yànez “Paesaggio di luna fredda”. Personalmente non amo troppo le poesie, ma queste mi sono piaciute subito e ogni tanto vado a rileggerle per “riscaldare” il cuore! 🙂

    Rispondi
    • labalenavolante

      29 marzo 2014 at 15:56

      Ciao Mari, io le poesie le adoro.. e mi hai appena suggerito il prossimo libro da prendere!! Preziosissima 😉
      Sì, credo proprio che questi ceci staranno bene anche con gli asparagi di Bassano.. chissà se li troverò anch’io, magari da Eataly butto un occhio!
      Un bacione

      Rispondi
  • Daria Voltazza

    29 marzo 2014 at 16:12

    Caspita che fortunata a trovare un libro liberato! Io ne libero ogni tanto, ma non mi è mai capitato di trovarmi dall’altra parte e trovarne uno… Non ho mai assaggiato i ceci neri… certamente da cercare e provare!

    Rispondi
    • labalenavolante

      30 marzo 2014 at 13:41

      Ciao Daria! In effetti ti ho pensata quando ho acquistato il pacchettino di ceci neri, immaginando che avresti apprezzato 😉
      Di libri in giro ne trovo tanti, in questo caso ho trovato una poesia ed è stato altrettanto commovente.. come quando si riceve un regalo inaspettato, ed è proprio quel regalo arrivato al momento giusto!!
      un bacione buona domenica!!!

      Rispondi
  • Serenella Ibba

    30 marzo 2014 at 0:04

    Che meraviglioso messaggio che ti ha inviato l’Universo!!!!
    Una conferma che la giusta strada va oltre i confini della propria mente e dell’immaginabile, e che tenendo la mente aperta al nuovo e seguendo le emozioni non è necessario decidere realmente una direzione, ma si raggiungerà qualunque luogo e si potrà tornare a se stessi, alla memoria di ciò che realmente siamo e realizzare il nostro sè più profondo! ……questa la mia interpretazione, ovviamente….
    Grazie per l’idea sull’uso dei ceci neri……è un po’ che li “tengo d’occhio”, ma non sapevo come provarli! Questa ricetta mi ispira molto!
    Un caro abbraccio
    Serena

    Rispondi
    • labalenavolante

      30 marzo 2014 at 13:38

      Ciao Serena, hai colto il punto, ma non poteva essere altrimenti vista la tua spiccata sensibilità! E’ stato come se alcuni miei pensieri inespressi avessero preso forma attraverso quelle parole.. Una massa ingarbugliata e confusa di idee, ricordi, malinconie, futuri incerti chiusi nello sgabuzzino dell’inconscio da chissà quanto hanno trovato improvvisamente quanto inaspettatamente un senso..
      L’allenamento ogni giorno è riuscire a mantenere le orecchie e tutti i sensi ben accesi, modalità sincronizzata sulle onde dell’Universofonia!!!

      Se posso, puoi provare ad abbinare i ceci neri esattamente come quelli comuni, il sapore è un po’ più rustico e hanno una dose tripla di ferro.. il che non guasta!!
      un bacione e buona domenica!

      Rispondi
      • Serenella Ibba

        6 aprile 2014 at 22:16

        Fatta stasera! Buonissima! Ho dovuto però fare una variante….avevo finito le patate, così ho usato l’unica batata rossa che avevo! Ma è venuta molto buona comunque!!! Un po’ meno verde della tua, ma buona.
        Grazie per questa ricetta!
        Io faccio spesso le vellutate….di zucca, di porri, di piselli, ma non avevo mai pensato di abbinarci i ceci…..ora lo farò anche con queste.
        Ciao
        Serena

        Rispondi
        • labalenavolante

          7 aprile 2014 at 20:06

          Ciao Serena, mi piace molto l’effetto del cece morbido ma consistente con la cremosità della vellutata. Mi piace anche abbinare lenticchie o altri legumi alle vellutate, un modo per variare menù!
          Le vellutate mi piacciono tutto l’anno, anche in estate, mangiate a temperatura ambiente, meglio se colorate! Tra l’altro mi chiedevo ROSSO (batata) + VERDE (asparagi) = ? sarà venuta senz’altro buonissima!!!
          un bacione
          buona serata 🙂

          Rispondi
  • Costanza

    31 marzo 2014 at 15:11

    che bello, non mi è mai capitato di trovare libri abbandonati nè poesie, non è giusto io trovo solo squallide riviste di pettegolezzi su corna e cuori infranti delle very important person! A parte gli scherzi, mi è capitato credo solo 1 o 2 volte nella vita di imbattermi in modo “casuale” in libri che sembravano scritti apposta per me e che si sono fatti trovare nel momento giusto, libri che rispondono a qualche domanda a cui non sapevi trovare risposta e che all’improvviso ti aprono gli occhi e ti cambiano la vita! Sono quelle strane coincidenze che ti fanno sentire speciale! Uno di questi lo presi così a caso dallo scaffale di una libreria e appena letto il titolo ebbi la sensazione che il tempo si fermasse, me lo sono letto tutto pagina dopo pagina, in piedi in un angolino nascosto…beh alla fine lo anche comprato, ma a casa non l’ho più riletto perché avevo già capito tutto quello che dovevo capire! Ma ora veniamo alle cose serie… questi ceci neri non li ho mai visti, probabilmente ci sarò passata davanti tante volte senza notarli, mi interessano per il discorso del ferro, mio figlio più grande fa molto sport e a volte deve prendere degli integratori di ferro, pur non essendo vegetariano di carne ne mangia molto poca e spesso preferisce i piatti vegan/vegetariani della mamma :-), questi ceci fanno proprio al caso nostro, la prossima volta che vado al natura sì li cerco!! Grazie, ciao!

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    • labalenavolante

      1 aprile 2014 at 20:55

      Ciao Costanza! ahahah, fantastica la descrizione di te che leggi il libro tutto d’un fiato in un angolino della libreria! Anche a me capita spesso.. sono un’assidua frequentatrice di una libreria dove ci sono addirittura le poltrone e nessuno si scandalizza se ci sto anche mezza giornata a spulciare libri. Quest’anno infatti ho evitato di fare la tessera in biblioteca.. trovo tutto in libreria! Che poi finisce sempre che i libri che mi colpiscono li compro; mi piace averne una copia tutta mia in cui poter sottolineare le frasi che più mi restano impresse e magari scrivere qualche pensiero a lato.. e in libreria non sarebbe carino farlo :-)!!!
      Se a tuo figlio piacciono i ceci normali credo che apprezzerà molto anche questi! Anch’io ero anemica anni fa, ora ho il ferro addirittura superiore ai valori di riferimento.. e pensare che il mio medico mi disse che non sarei mai potuta diventare vegetariana (figurarsi vegana!). Alla fine ho cambiato medico. 🙂

      Rispondi
  • broccolocarota

    1 aprile 2014 at 12:27

    Caspiterina… io raccolgo mantra per il corso Buenos Aires e tu raccogli poesie al parco con il cane… la vellutata mi piace, anche se ho dei problemi con gli asparagi. Hanno il più alto contenuto in nichel di tutti gli ortaggi… che peccato, sono così buoni!

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  • Felicia

    2 aprile 2014 at 4:05

    Che dono meraviglio!!!! un dono inatteso, splendido, significativo, riesco a provare le tue stesse emozioni nel leggere questa splendida poesia, l’hai trovato tu ma era destinato a tutti noi, grazie ♥
    Ho letto il titolo della tua ricetta e mi son detta: questa è per me… adoro gli asparagi e i ceci (anche se quelli neri non li ho mai provati), una combinazione perfetta, gustosa e golosa.
    Devo assolutamente provare i ceci neri…. 😉

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  • naturalentamente

    13 aprile 2014 at 6:58

    Adoro i ceci neri! Mi piace condirli con un sughetto piccante di pomodoro all’aglio e servirli come contorno al riso integrale. L’ultima volta li ho comprati in una bottega pakistana…non erano bio, ma molto buoni (ed economici! che non guasta!). Gli asparagi, invece, sono ospiti fissi della nostra tavola ormai: persino i bimbi ne sono ghiotti! Attilio si spazzola per primo le punte e se non ci sbrighiamo a noi rimangono solo i gambi! 😛
    Ah, dimenticavo! Bellissimo il racconto del dono ricevuto dall’universo. C’è della magia in questi accadimenti e la gratitudine è il modo giusto per accoglierli nella speranza che ne arrivino degli altri. Shanti!

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