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PIATTI VEGAN, FRANCES BOSWELL, IPPOCAMPO EDIZIONI

Cari aficionados, come state?

Oggi vi parlo di un libro che mi è piaciuto moltissimo e di cui ultimamente ho sperimentato diverse ricette, attratta dalla facilità di esecuzione e dall’originalità degli abbinamenti. Curiosi di conoscere di che libro si tratta? Leggete oltre…

Si tratta di Piatti vegan, di Frances Boswell, della collana Pret a cuisinier di Ippocampo edizioni.
Spulciando in rete, sono finita sul sito di Frances, dove mi hanno colpito innanzitutto le sue splendide foto… e non poteva essere altrimenti, visto che per tanti anni è stata food stylist di prestigiose riviste a livello internazionale. Inoltre, leggendo la sua storia, sono rimasta affascinata dal percorso di vita di questa autrice, che mi ha svelato molto anche sul suo modo di cucinare.

Fin da ragazza ha infatti lavorato nella ristorazione, partendo da aiuto cuoca all’età di 15 anni, fino a diventare chef. Successivamente è diventata food editor per alcune note riviste, tra cui The New York Times, Gourmet, Food and Wine, Oprah, Health, Food Everyday, Cookie and Town e tante altre. Nel 2004, ha iniziato ad approfondire lo studio dell’agopuntura e della medicina tradizionale cinese.
“Il cibo è energia. Il Qi  è forza vitale. Entrambi riscaldano, proteggono e difendono il corpo in modi tangibili e intangibili. Entrambi producono la vita.”, scrive sul suo sito.

Oggi Frances ha una clinica di agopuntura nel cuore di Manhattan e ai trattamenti con gli aghi affianca la cura dell’alimentazione. Ogni giorno sottolinea l’importanza non solo della dieta ma anche della cottura dei cibi per una buona salute e vitalità. Il cibo per nutrire il nostro corpo e lo spirito dovrebbe inoltre essere piacevole da vedere. 

La formula utilizzata per le ricette del libro è quella delle bowl, ovvero ‘ciotole’, in cui disporre vari ingredienti vegetali dando vita a un pasto completo ricco di nutrienti necessari.
Nell’introduzione, Frances spiega quali sono i nutrienti per comporre un piatto vegan ideale. Successivamente ne spiega la preparazione, per esempio come germogliare legumi e semi e le cotture migliori.

Le ricette sono circa 190, suddivise in:

LE BASI (panna acida, formaggio di anacardi, foglie croccanti, salsa romesco)
LE SALSE (11 in tutto, possono essere aggiunte a piacere a ogni piatto e vanno dalla salsa alla curcuma al chutney al cocco)
RISO (tutte le varietà di riso, a chicchi lunghi o corti – rosso, bianco o nero – per scoprire che non è solo un accompagnamento)
LEGUMI (in una dieta vegan i legumi forniscono la forza motrice)
SEMI

Ogni ricetta indica il tempo di esecuzione ed è illustrata a destra con una foto del risultato finale, mentre a sinistra sono fotografati e descritti i singoli ingredienti.

Una particolarità di queste ricette è che la descrizione della preparazione non supera quasi mai le 5 righe, proprio perché si tratta di ricette semplici (anche se mai banali) da realizzare. Sarà anche per questo che ne ho già replicate diverse, come queste di seguito che avete già visto se mi seguite su IG!


Un libro molto curato, di cui ho apprezzato la grafica essenziale, che fa risaltare le splendide immagini dei piatti. Il formato è quadrato, con circa 200 pagine a colori, per un prezzo assai ragionevole (9 euro e 90 siore e siori!).

Che mi dite, l’avete già sfogliato? Sempre di questa casa editrice mi incuriosisce molto quello dedicato alla cucina RAW di Solla Eiríksdóttir. L’ho adocchiato in libreria e credo non resisterò a lungo dalla tentazione di prenderlo!

2 Comments

  • Vale-naturalentamente

    12 luglio 2017 at 12:07

    Lucy!!!! Che meraviglia di libro!!! Lo ordino subito… Grazie per queste dritte che sempre dispensi, sei preziosissima! Un bacio
    P.S. Ho acquistato Kombucha Revolution e grazie alla tua introduzione ho scoperto che anche io sono stata una ignara pioniera del Komucha. 😀 A 14 anni mia cugina mi aveva regalato uno strano “fungo” che dovevo nutrire col tè, accompagnato da una lettera con le istruzioni per continuare la catena. Quando poi lo avevo fatto essiccare è stato per anni il mio portafortuna: lo tenevo in un sacchettino, sempre in tasca o addirittura al collo con un cordoncino. Ce l’avevo anche all’esame di maturità! 🙂 Ora non ho idea di che fine abbia fatto, ma mi hai fatto venire a galla memorie ormai sopite da un pezzo. Grazie!!!! :*

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    • La BalenaVolante

      14 luglio 2017 at 11:08

      ahahaha!! io una volta seccato l’ho usato per anni come segnalibro!! Sto sentendo dei racconti buffissimi su quegli anni… e nonostante ‘noi’, il kombucha è sopravvissuto!!
      Grazie per la visita anima bella!

      Rispondi

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