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Chickpea flour does it all, di Lindsey Love

Cari amici, come state? Qui è sbocciata l’estate e in questi primi giorni di caldo, sole e cieli azzurrissimi ne ho approfittato per lunghe passeggiate nella natura, al mare e tra le montagne vicine alla mia città, dove si arriva in poco tempo prendendo la funicolare, un buffo trenino che sembra uscito da un film di Miyazaki.

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Oltre alla Natura mi sono dedicata ad appassionanti nuove letture ed esperimenti in cucina. Insomma, ho cazzeggiato, così ora posso ributtarmi a capofitto nel prossimo progetto lavorativo, che mi terrà impegnata fino a fine giugno! Lavorare da casa al computer è meraviglioso, mi permette di gestire tempi e spazi durante la giornata, ma ha anche alcuni aspetti non proprio piacevoli come le lunghe ore seduta, soprattutto quando si hanno scadenze ravvicinate. A volte è alienante e non è proprio il massimo per la salute!
Per fortuna c’è lo yoga che mi aiuta e da qualche giorno ho iniziato a correre… anche se sembro un panda ballonzolante multicolor… non proprio un bello spettacolo. Che poi, per una strana coincidenza dove vado a correre sul lungomare sembra la sfilata di Miss Universo. Cioè, tu esci di casa sentendoti già mediamente un cesso, e torni spompata, disarticolata e con l’autostima a brandelli. Comunque, se rileggo i post qui sul blog, ogni anno in questo periodo arrivo puntuale con i miei tentativi di approccio sportivo. Ahahahah.

Passiamo alle letture. C’è un libro di cui voglio assolutamente parlarvi, di cui vi avevo accennato qualche post fa, ovvero Chickpea flour does it all, di Lindsey Love. Lindsey è l’autrice del seguitissimo blog dollyandoatmeal, dove condivide ricette vegetariane immortalate da splendide foto. Oltre al blog collabora con riviste di fama internazionale come l’Huffington Post e Conde Nast.

lindsey+s.+love+_+dolly+and+oatmeal

Quando ho visto che il libro tratta solo di ricette a base di farina di ceci, che adoro, non ho resistito dal prenderlo, anche se si tratta di un libro vegetariano, e non vegano. Per vegetariano intendo che ci sono le uova. Burro, latte e derivati dei latticini invece non ci sono. In America c’è una definizione anche per questo, ovvero ‘dairy free‘. E’ quindi un libro adatto a chi segue un’alimentazione senza glutine, senza latticini e vegetariana.

Io l’ho preso incuriosita dai mille usi della farina di ceci e pensando di poter tranquillamente veganizzare le ricette. In molti casi è così, ma non sempre è facile, ora mi spiego meglio così anche voi vi fate un’idea e spero di potervi aiutare a capire meglio se fa al caso vostro 😉

Le ricette che ho provato per ora sono diverse, sia dolci che salate, come queste polpette con patate dolci. E’ la prima volta che le provo, e mi hanno conquistata! Voi le consocete già? Mi consigliate qualche ricetta per prepararle di nuovo?
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Devo dire onestamente che è un libro molto interessante, ma a mio avviso non adatto a tutti, almeno non a chi è vegano e magari ha poca dimestichezza con i sostituti delle uova e farine senza glutine (oltre alla farina di ceci infatti Lindsey utilizza solo farine senza glutine, soprattutto riso, sorgo e avena- quest’ultima se certificata senza glutine in Italia non è semplice da trovare, ma si può ordinare online). Questo ovviamente è solo il mio parere personale.

Per gli impasti glutinosi infatti, dove sono previste fino a 2 uova, spesso basta ometterle. Con gli impasti senza glutine invece è diverso! Io ero partita super spavalda, scegliendo una ricetta di biscotti che prevedeva 2 uova ed eliminandole, senza sostuirle con altro (semi di lino, olio, sciroppo…). Risultato? I biscotti si sono sfaldati appena ho cercato di staccarli dalla teglia. Peccato, perchè il sapore era divino!!! Così che ho fatto? Li ho subito spacciati come un ‘crumble’ (una specie di dolce sbricioloso) e serviti dentro ciotoline con scaglie di cioccolato fondente e sono stati spazzolati dal mio compagno… ignaro che si trattasse di un esperimento culinario fallito!

Detto questo, se siete più esperti di me con le farine senza glutine, sicuramente vale la spesa (circa 20 $).

Veniamo ai contenuti del libro più nel dettaglio.
Le ricette sono strutturate in base ai 12 mesi dell’anno. Ogni mese ha 8 ricette, per esempio per il mese di MAGGIO, Lindsey propone: frittata di farina di ceci con asparagi, limone ed aromatiche (ricetta vegan); torta al rabarbaro (ricetta vegetariana, prevede 2 uova); pasta senza glutine con crema di anacardi e crescione(ricetta vegan); polenta di farina di ceci con erbette primaverili saltate(ricetta vegan); piadina di ceci con radici e germogli (ricetta vegetariana, prevede 1 uovo); fagottini di farina di ceci ripieni di erbette e piselli (ricetta vegan); cupcake con crema di limone e fiori di lavanda (ricetta vegetariana, prevede 2 uova); crostata di fragole, con crema al cocco e cardamomo (ricetta vegan).

Per ognuna di queste ricette ho specificato se si tratta di ricette vegan, oppure da veganizzare, così potete farvi un’idea. In generale ho notato che la percentuale di ricette vegan è maggiore tra le portate salate, mentre spesso nei dolci usa uova, anche se non è il caso della crostata di fragole del mese di maggio, che è già vegan. Conto di provarla presto!

Spero che questa recensione possa esservi stata d’aiuto, in molti ultimamente parlano di questo libro, in effetti l’idea di un libro dedicato interamente agli usi della farina di ceci è geniale, peccato non sia 100% vegan… comunque, se lo prendete fatemi sapere la vostra!

A presto!

2 Comments

  • MARI

    10 maggio 2016 at 16:24

    Accidenti…ogni giorno un libro nuovo da mettere in lista! bè ma almeno per questo dovrò aspettare la versione tradotta! macino poco l’inglese e il misero cervellino non sopporterebbe la traduzione di un libro intero (anche se di ricette favolose!). Sai che faccio? vado a sbirciare il blog! quello si, a spizzico e bocconi, riesco a tradurlo!!! 😉
    non è che ci puoi dare qualche indizio in più per quelle bellissime polpettine??? 😀 baci!!

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    • La BalenaVolante

      16 maggio 2016 at 11:27

      Ciao Mari, chissà non ne esca presto anche uno in italiano…! Le polpettine sono a base di patata dolce cotta lentamente al forno (era burrosa, una favola!) con la sua buccia, poi spellata, lasciata raffreddare. A quel punto amalagamata con farina di ceci tostata, cumino, noce moscata e io ho aggiunto della cannella. In teoria era previsto un uovo, ma non è servito, perchè anche nell’originale dice di lasciare in frigorifero l’impasto per 3/5 ore, e diventa facilmente lavorabile. Poi le ho fritte! una bontà!!!! Rispetto alla patata comune ho notato che è più acquosa, ma si lavora comunque bene! se vuoi le dosi più precise te le mando in pvt!! bacione

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