burro vegan autoprodotto

Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco.
“Cosa credi di fare!” Gli chiese il leone.
“Vado a spegnere l’incendio!” Rispose il piccolo volatile.
“Con una goccia d’acqua?” Disse il leone con un sogghigno di irrisione.
Ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose: ”Io faccio la mia parte!”

La mia scelta di diventare vegan, ovvero eliminare qualunque alimento di origine animale, è nata da una motivazione prevalentemente etica, più che salutista.

Da qui, ne sono venute poi col tempo altre riflessioni, tra cui il desiderio di seguire uno stile di vita più sano, e questo ha rafforzato ulteriormente la mia scelta veg.

Allo stesso modo la mia attenzione a evitare prodotti che prevedono l’impiego di olio di palma è nata da una motivazione prima etica e poi legata alla salute.

Ma come, l’olio di palma è vegetale, pensavo, com’è possibile che non sia vegan?

Ecco. Per un approfondimento ben fatto, cari aficionados, vi rimando al sito di Greenpeace, che da tempo porta avanti campagne di informazione e sensibilizzazione per vietare l’impiego di questo olio.

Vi basti qui sapere che purtroppo questo olio è dannosissimo per l’ambiente, gli animali e per la nostra salute, e purtroppo al momento è largamente utilizzato, soprattutto negli alimenti confezionati, dove spesso è indicato con un generico ‘olii vegetali’ o ‘grassi vegetali’, perchè al momento non esiste l’obbligo di dichiararlo, almeno fino al 13 dicembre 2014, data di entrata in vigore del regolamento UE 1169/2011 (conosciuto come regolamento FIAC) che stabilisce l’obbligo di indicarlo in etichetta.

Uno dei prodotti in cui viene impiegato e spesso cammuffato sotto altre diciture è la margarina o burro vegetale.

Al momento in commercio non ne esistono senza olio di palma, a parte uno difficile da trovare e piuttosto caro.

Non sono mai stata una grande consumatrice di burro quando ero onnivora; infatti ho sempre preferito l’olio extra vergine di oliva per i condimenti, meglio se usato a crudo. Da quando sono vegan, quindi, non ho sentito la mancanza del burro, tranne qualche eccezione, per esempio alcuni dolci in cui il suo uso in effetti fa una bella differenza.

Ho pensato quindi di provare ad autoprodurlo, e devo dire che il risultato è ottimo, e oltretutto è facilissimo da ottenere.

La ricetta originale è di Bryanna Clark Gronan, autrice di numerose pubblicazioni vegan, tra cui World Vegan Feast.

Ho rivisitato questa ricetta con due piccole modifiche: non ho usato olio di canola, ma quello di soia, e non ho usato la  xanthan gum.

burro_vegan_balenavolanteINGREDIENTI (per un panetto da 350 gr)

– 1 litro di latte di soia naturale (non addizionato con zucchero o altro);

– 4 cucchiai di aceto di mele;

– mezzo cucchiaino di sale;

-150 gr di olio di cocco;

-2 cucchiai di olio di soia;

-1 cucchiano di lecitina di soia

Ho messo il latte di soia in una pentola sul fuoco, quando è arrivato alla temperatura di 80°C (ovvero prima dell’ebollizione, quando sulla superficie del latte vediamo delle micro-bollicine) ho spento il fuoco e aggiunto l’aceto di mele. Subito si sono formati i fiocchi; ovvero il latte ha cominciato a cagliare.

L’ho messo a scolare in uno scolapasta rivestito con un canovaccio, per separare i fiocchi dal siero, e sciacquato i fiocchi rimasti nel canovaccio con dell’acqua fredda per eliminare un po’ del retrogusto di aceto.

In un contenitore a bordi alti, idoneo a immergere il frullino, ho messo la lecitina, sciolta in un cucchiaino di acqua tiepida, l’olio di cocco, l’olio di soia, il sale e il latte di soia cagliato. A questo punto ho frullato finchè non si è formata una crema della stessa consistenza e cremosità di una panna vegetale.

Ho versato il composto in un recipiente rettangolare, per dargli la caratteristica forma da ‘panetto’ e messo in frigorifero a solidificarsi per 6 ore circa.

Il burro così ottenuto può essere usato per dolci e preparazioni che lo richiedano.

E gli oranghi possono dormire tranquilli.. 🙂

burro vegan

NB: in alcuni dolci, una valida alternativa all’uso del burro può essere l’avocado, frutto di consistenza naturalmente burrosa, oppure il tahin (crema di sesamo), come in questa ricetta di frolla vegan e senza glutine.

78 Comments

  • Daria

    15 novembre 2013 at 13:45

    La storiella con cui inizi la conosco benissimo ed è quella che ispira anche il nome del mio blog… Neanch’io sono mai stata amante del burro e attualmente come grasso uso olio evo… però magari questa tua versione la provo… mi sembra bello l’effetto sulla fetta biscottata…

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    • labalenavolante

      15 novembre 2013 at 15:49

      Ciao Daria! Si, la storiella l’avevo letta un bel po’ di tempo fa e me l’ero scritta, poi l’ho rivista sul tuo sito proprio ieri, e ho pensato di condividerla, ha un messaggio potentissimo in cui mi ritrovo al 100%!!! Anche questo burro autoprodotto e’ una piccola goccia 🙂 e oltretutto e’ (almeno fin qui) il miglior burro veg che abbia mai provato, così sulle fette biscottate integrali con una generosa cucchiaiata di composta fatta in casa.. è la morte sua! Bacini ps. Ho visto la tua marmellata di corbezzoli, l’hanno prossimo ci scappa la produzione, qua intorno i boschi sono pieni!!!

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      • Daria

        15 novembre 2013 at 20:37

        Che fortunata! Vorrei anch’io avere boschi pieni di corbezzoli… invece in giardino ne ho solo una piantina e se li voglio trovare selvatici devo come minimo spostarmi sui colli…

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    • labalenavolante

      15 novembre 2013 at 15:59

      Ciao Jessica! Confermo che lo puoi trovare da Natura si, ma anche in negozi con prodotti etnici; io per esempio l’ho trovato in un discount dove hanno un reparto etnico 😉 Solitamente lo vendono in barattoli, almeno l’ho sempre visto così, e ha un aspetto ‘solido’, nonostante la dicitura ‘olio’! È ottimo anche spalmato sulle mani (me ne sono accorta mentre preparavo il burro!!); ho letto che si usa in molte preparazioni cosmetiche!! Cucini e ti fai la manicure, mica male eh?! A presto, passo presto da te.. Ciauuu!

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  • Maura

    15 novembre 2013 at 17:42

    Ma che interessantissima variazione sul tema di Miss Bryanna Clark Gronan, nel mio piccolo avevo passato un toto di minuti a vederne l’esecuzione su yt ed avevo deciso che era troppo complicato x me, forse ci provo ma… prima assolutamente la no cheese!!! Ti confermo che l’olio di cocco a temperatura inferiore ai 20-25 gradi si presenta allo stato solido e, per quanto sia venduto purissimo anche per la cosmetica verifica sempre che sia espressamente citato l’utilizzo alimentare, comunque quello nel vasetto di vetro e tappo di alluminio venduto nei negozi di alimentazione bio è ad uso alimentare. Un virtuabbraccissimo!

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    • labalenavolante

      15 novembre 2013 at 18:04

      Ciao Maura! Questo burro è stato una svolta per me, soprattutto per la preparazione di certi dolci, visto che in generale come dicevo non è un alimento di cui ho mai fatto un grande uso, nemmeno da onnivora.
      Per realizzarlo ho impiegato in tutto 20 minuti (compreso far cagliare il latte..). Poi, col mio frighino vintage, ci sono volute 6 ore a solidificarsi 🙂 Ma ne è valsa la pena! Per la cheese, se ti viene più semplice senza agar agar, puoi rimpiazzarla degnamente con mandorle triturate o anacardi triturati, così fanno da ‘impalcatura’!! bacione a presto!!

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  • alicegrandi87

    16 novembre 2013 at 10:20

    Bellissima storia e bellissima ricetta! Anche io prediligo l’uso dell’olio quindi burro e margarine varie a casa mia non entrano da anni…a parte i burri vegetali che mi autoproduco a partire da frutta secca e semi (burro di arachidi, tahin, ecc…), che uso più che altro al naturale 🙂
    La tua alternativa mi incuriosisce molto e vorrei provarla, quindi ti chiedo quanto burro viene fuori a partire da questa ricetta? Indicativamente quanto tempo si conserva? Grazie 😉

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  • Costanza S.

    16 novembre 2013 at 19:28

    Grazie Lucia per aver condivisi questa ricetta, stavo giusto cercando una ricetta alternativa per produrre il burro vegetale in casa, da tempo io lo faccio semplicemente tritando la frutta secca finchè diventa come una crema, in questo modo però non riesco a produrre grandi quantità perché ho un mixer piccolo, se devo usarlo per fare dei dolci finisce subito! Con questa ricetta posso prepararne una grande quantità in un colpo solo! Solo una domanda: al posto dell’olio di cocco pensi vada bene quella crema che si forma nel barattolo di latte di cocco acquistato? Quello dovrebbe essere olio di cocco solidificato dal freddo del frigo, ma non ne sono sicura…… Ciao! Costanza

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    • labalenavolante

      16 novembre 2013 at 23:02

      Ciao Costanza! L’olio di cocco è estratto direttamente dal frutto del cocco, dalla parte bianca per capirci 😉 Ho visto diverse ricette per autoprodurlo e partono tutte dalla polpa. Detto questo, le ricette migliori vengono fuori dalla sperimentazione, quindi fossi in te se hai a disposizione il residuo del latte proverei a usarlo 🙂 Magari scopriamo che è altrettanto valido! Al massimo, se non dovesse funzionare, ti saranno comunque venute delle mani da urlo, visto l’effetto emolliente del cocco. Quindi in ogni caso ci guadagnerai.. fammi sapere! un bacione

      Rispondi
  • Serenella Ibba

    16 novembre 2013 at 20:56

    Grazie Lucy per questa ricetta! La prima parte è praticamente come per fare la ricotta vegan! Ottima soluzione quella del canovaccio per rivestire lo scolapasta….non ci avevo pensato, io avevo fatto la ricotta con un colino a maglie strette ma, senza canovaccio, è stato un po’ incasinato! Proverò sicuramente!
    Un abbraccio
    Serena

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    • labalenavolante

      16 novembre 2013 at 22:47

      Ciao Serenella! Sì, la prima parte è esattamente la stessa che faccio di solito per autoprodurre la ricotta veg.. la difficoltà all’inizio è stata capire il momento giusto in cui spegnere il fuoco e versare l’aceto.. quanti tentativi falliti buahahahah!! non avendo il termomentro, risultava difficile capire quando esattamente il latte raggiungeva gli 80°C.. grazie a un’altra blogger che mi ha dato le dritte che ho scritto qui sopra, un giorno finalmente ho svoltato. E ricotta veg fu.. e son soddisfazioni 😉 )) un bacione a presto!!

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  • valentina

    18 novembre 2013 at 8:01

    ciao.che bella la storia del colibrì, me la sono segnata.è una gran bella massima di vita.detto questo….bella idea questa ricetta.io lo faccio più o meno simile il burro.non metto solo l’olio di soia.la storia dell’olio di palma è una delle ennesime schifezze a cui siamo arrivati grazie alle multinazionali, che badano solo al profitto.e oltretutto si approfittano della buona fede anche di chi non si informa abbastanza e pensa olii vegetali= non faccio del male a nessun animale.quindi una forma ancora più subdola.io è da tempo che sono a conoscenza di queste nefandezze dell’olio di palma, per questo orami sono sempre più per l’autoproduzione.
    buona giornata.
    vale

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    • labalenavolante

      19 novembre 2013 at 9:07

      Ciao Vale! Grazie, proverò anche io a farla senza olio di soia allora 😉 Per l’olio di palma, tante associazioni, tra cui Greenpeace che citavo nel post, portano avanti campagne per rendere più consapevoli i consumatori. Eppure credo che a prescindere dalle grandi associazioni il cambiamento parta anche da noi singoli, con le nostre ‘piccole’ scelte quotidiane. Come diceva Gandhi, ‘la rivoluzione sta nella forchetta’.. io per esempio cerco di parlare anche attraverso il blog, per diffondere queste informazioni che a mia volta ho appreso grazie ad altre persone.. il dialogo è uno strumento potentissimo per sensibilizzare gli altri e far sì che le cose cambino, per la salvaguardia di questo nostro meraviglioso Pianeta! A presto, buona giornata!!!

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  • mipiacemifabene

    18 novembre 2013 at 8:09

    Bellissimo!! Anch’io preparo ogni tanto il burro di soia ma in modo un pò diverso. Magari la prossima volta provo anche la tua versione! 😀 Bravissima!! Mi piacciono anche le foto 😀 Baci
    Federica 🙂

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    • labalenavolante

      18 novembre 2013 at 10:23

      grassie Fede! curiosa della tua ricetta.. ne ho provate tante, ma questa per ora è quella che mi soddisfa di più, soprattutto nei dolci! Ieri ho fatto i biscotti di Natale e sono rimasta molto soddisfatta del risultato 🙂 Detto ciò, la sperimentazione continua.. quindi benvengano nuovi suggerimenti! un bacione

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  • MARI

    19 novembre 2013 at 8:09

    Il burro lo uso quasi mai! e la margarina non mi ha mai “ispirato” molto!
    L’unico momento in cui avrei la tentazione di mangiarlo è a colazione al mattino, con le fette di pane tostato, sotto uno strato generoso di marmellata di arance amare di cui sono ghiotta!
    Quando ho visto la tua foto ho esultato! Evviva adesso posso provare con la tua fantastica ricetta! ;-)))

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  • Alice

    21 novembre 2013 at 14:19

    Provato 🙂 Per farlo solidificare a me sono bastate circa 4 ore, nel senso che dopo 4 ore sono andata a vederlo in frigo ed era già bello compatto…stamattina provato sulle gallette di riso con aggiunta di marmellata…mi è piaciuto molto! Non vedo l’ora di provarlo per fare qualche dolcetto…;)

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    • labalenavolante

      21 novembre 2013 at 15:08

      Che bello!! Sono felice che ti piaccia.. se apprezzi sulle gallette così, semplice con la marmellata, credo apprezzerai ancor di più la resa nei dolci!
      Io l’ho appena usato nei biscottini di Natale, quelli ‘classici’, ma in chiave pastafrolla vegan, glassa e zuccherini con coloranti naturali.. li fa venire ‘burrosi’ ma leggeri allo stesso tempo. SBAV! Qualcuno dovrebbe brevettarlo e produrlo!!!!!! 😉

      Rispondi
    • labalenavolante

      22 novembre 2013 at 20:49

      Ciao Elena! Benvenuta 😉 In questa ricetta l’olio di cocco è fondamentale, per via della consistenza semi-solida che conferisce al composto. L’olio di soia invece puoi sostituirlo con un altro egualmente leggero, come quello di mais per esempio.
      Con queste dosi che ho indicato puoi ottienere un burro vegetale con la stessa consistenza di un burro ‘classico’, e lo trovo ideale per preparare dolci. Inoltre è molto buono anche così, spalmato sulle fette biscottate integrali.
      Esistono altre ricette che non prevedono l’uso di olio di cocco, ma al momento non ne ho trovata una altrettanto valida, sia come sapore, sia come consistenza. Detto questo sono sempre aperta alle sperimentazioni, se trovo altre alternative le condividerò volentieri :-))) a presto!!

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      • Elena

        25 novembre 2013 at 0:23

        Ehhh, immaginavo fosse fondamentale, l’ho chiesto perchè non saprei dove reperirlo e fare un acquisto on line per un solo prodotto non mi sembra il caso… Io per ora ho sperimentato la margarina fatta in casa e volevo provare a fare il burro. Andrò alla ricerca dell’olio di cocco 🙂
        Ciao e grazie

        Rispondi
        • labalenavolante

          25 novembre 2013 at 12:38

          Ciao Elena! Prova nei negozietti etnici, potresti trovarlo! Ce l’hanno anche in certi discount, dove hanno i reparti etnici, oppure al Naturasì (e quindi credo anche in altri negozi ‘bio-eco’.. simili). Curiosa della tua ricetta della margarina ;-)))) un bacione e buona sperimentazione!!!!

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    • labalenavolante

      26 novembre 2013 at 22:18

      Ciao Elena! Costanza di Rollingbeans ha pubblicato la ricetta per autoprodurre l’olio di cocco partendo dalla semplice farina di cocco. Quella dovresti trovarla più facilmente, ormai la vendono in tutti i supermercati, così in caso non trovassi l’olio vero e proprio puoi sempre ricorrere a questo metodo 😉 Ti posto il link: http://www.rollingbeans.it/2013/11/come-fare-lolio-di-cocco-in-casa.html?showComment=1385503866293#c6807901282144856011 bacioni!!

      Rispondi
      • Costanza

        27 novembre 2013 at 17:19

        grazie Lucia per la menzione!! L’ho già sperimentato per fare un dolce insieme alla farina di cocco avanzata e al latte di cocco ottenuto durante la procedura, è venuto una meraviglia! Tra l’altro mi sono accorta che questo olio ha un sapore di cocco molto delicato per cui penso si possa usare anche per fare dolci che non devono sapere di cocco, sarebbe perfetto, naturalmente questo sarà il prossimo esperimento!! Ciao!

        Rispondi
        • labalenavolante

          27 novembre 2013 at 20:04

          Chissà che buono il tuo dolce.. cocco a gogò! Il mio approccio verso questo burro all’inizio è stato un po’ timido, della serie ci vado piano.. temevo che lasciasse un po’ di retrogusto dove non doveva esserci. Poi l’ho usato nella pastafrolla vegan e sono rimasta contentissima 😉 Devo dire che forse la scorza del limone grattuggiata aiuta a eliminare anche il lontano gusto del cocco. Per ora ho usato questo burro in dolci dove è prevista sempre la scorza del limone, per esempio i biscotti di Natale ( pubblico domani la ricetta).. e per ora per me rimane IL burro vegan, eccezziunale veramenteee!! bacione 🙂

          Rispondi
  • Maura

    26 novembre 2013 at 14:49

    @ Elena, ciao Lucia mi permetto, l’olio di cocco nei negozio bio tipo natura si è cuore bio lo si trova nel reparto alimentari o in frigo in vasetti di vetro ed allo stato solido (si liquefa a temperatura uguale o superiore ai 25 gradi). Un virtuabbraccio ad entrambe.

    Rispondi
      • Elena

        27 novembre 2013 at 18:05

        Grazie per le dritte, il naturasi cerco di evitarlo secondo me è un po’ troppo caro, proverò a cercare qualche negozio etnico, anche se nella mia città vedo più kebbabari :-/ 🙁
        Però visto che amo l’autoproduzione proverò anche a farmelo in casa 😀
        Per quanto riguarda la margarina, non è una mia ricetta. Ho cominciato a ricercarne un’alternativa,visto che non si tratta di un grasso buono, se si cerca sul web si trovano tante versioni che partono da una ricetta su VeganBlog maio ho seguito questa ricetta:http://www.unavnelpiatto.it/ricette/margarina-vegetale-fatta-in-casa.php però quando la metto in frigo mi diventa liquida (la uso ugualmente) e devo trovare le giuste proporzioni. 😛

        Rispondi
        • labalenavolante

          27 novembre 2013 at 20:08

          Grazie Elena! Ho capito che ricetta è! l’avevo provata molto simile e in effetti anche a me risultava un po’ troppo liquida, soprattutto per i dolci.. ne ho provate anche altre e ho fatto un bel po’ di flop prima di trovare questa, che al momento per me resta quella con cui mi trovo meglio! bacione a presto!!

          Rispondi
  • Silvia Ammazzaverdure

    30 novembre 2013 at 0:19

    Fantastico!!!! Devo farlo assolutamente, in alcuni biscotti quel po’ di margarina faceva in effetti la differenza..quindi….s’ha da fà! Si si si…ti farò sapere come mi viene ma prima devo fare la spesa, mi mancano gli oli e la lecitina, di cui era da un po’ che valutavo l’acquisto dato che è un ottimo emulsionante!

    Rispondi
    • labalenavolante

      1 dicembre 2013 at 11:05

      Ciao Silvia! Sì, ho letto in vari forum e blog che molti usano la lecitina al posto delle uova nelle ricette veg.. personalmente mi trovo molto bene con gli sciroppi, soprattutto quello di riso, perchè fanno sia da uovo che da dolcificante, però prima o poi voglio provare anche la lecitina, magari scopro che è ancora meglio!!! un bacione a prestooo!!!

      Rispondi
  • Maura

    31 gennaio 2014 at 18:28

    Ciao Lucia, ben tornata dall’India, grazie per le ricette dei momo e della vellutata di carote viola.
    Ti disturbo perchè nella ricetta dei dark side of the moon alla voce burro di soia mi sono permessa di inserire il link alla tua preziosissima ricetta, spero di non crearti dispiacere, naturalmente se non approvi fammelo sapere e provvedo subito a rimuovere il link.
    Un virtuabbraccio.

    Rispondi
    • labalenavolante

      1 febbraio 2014 at 8:05

      Ciao Maura, macchè è un onore una citazione sul tuo blog! Anzi, GRAZIE! Tutte le ricette che propongo qui hanno il solo scopo di poter essere di ispirazione a quante più persone possibili, per far sì che nessun animale debba più essere schiavo del nostro sistema.. benvenga se idee e ricette sconfinano anche fuori da questo blog di frontiera!! un abbraccio

      Rispondi
    • labalenavolante

      26 marzo 2014 at 8:58

      Ciao! L’olio di cocco ha il vantaggio di avere una consistenza solida.. prima di questa ricetta che ho pubblicato avevo provato tante ricette, ma la consistenza rimaneva troppo ‘liquida’ e non si prestava bene allo scopo di produrre biscotti, torte o spalmare su fette biscottate.. l’aggiunta dell’olio di soia (o semi o altro olio leggero) aiuta a rendere il burro più morbido e facile da lavorare, perchè altrimenti l’olio di cocco da solo tende a sgretolarsi. La spiegazione è un po’ grezza ma spero di aver chiarito 😉 a presto!

      Rispondi
  • Teresa

    30 marzo 2014 at 9:11

    Ciao, vedo che anche te usi questo tipo di burro, allora ti volevo fare una domanda: ma a te quella margarina di soli oli e lecitina viene?io senza scherzi avrò sprecato due bottiglie di olio, ci sono diventata matta. mi rimaneva sempre una brodaglia inconsistente.
    E poi, io l’olio di cocco lo compro in un negozio di prodotti etnici ed ho letto che pure te lo compri li. Ma il tuo sa di cocco?perchè il mio no, direi che non sa di un’emerita. Sapeva di cocco (pure troppo) quello che prendevo al bio.
    Ciao,
    Teresa

    Rispondi
    • labalenavolante

      30 marzo 2014 at 13:25

      Ciao Teresa! L’olio di cocco che trovo all’etnico è extravergine e spremuto a freddo, il sapore e il profumo sono intensi, come annusare un cocco appena spaccato a metà!
      Ti sono venuta a leggere poco fa e non sai quanto mi sono trovata leggendoti.. sapessi quanti tentativi anche io con le ricette per autoprodurre il burro con olii e lecitina.. mi venivano fuori delle brodaglie senza un perchè.. quando ho scoperto questa ricetta e mi è venuta al primo tentativo.. è stato come raggiungere l’illuminazione sulla via di Damasco dei fornelli.. son soddisfazioni!!!!
      A presto e buona domenica!!!
      Lucy

      Rispondi
  • Terry

    1 aprile 2014 at 18:56

    Davvero interessante! Pur non essendo vegan mi piace sperimentare e magari trovare cose piú sane, come questo burro! … Mi pinno la ricetta e magari ci faccio gli shortbread vegan! 🙂

    Rispondi
  • katja

    28 ottobre 2014 at 10:23

    Ciao,
    idea stupenda questo burro vegan! Mi chiedevo però se possibile farlo senza l’olio di cocco che io non amo.
    O è indispensabile ai fini della consistenza del prodotto?
    Grazie Ciao
    katja

    Rispondi
    • La BalenaVolante

      28 ottobre 2014 at 15:01

      Ciao Katja! Grazie! Sì, questo burro è eccezionale! Se togli l’olio di cocco ottieni una consistenza meno solida e più liquida, tipo crema per capirci.. l’olio di cocco che prendo io contiene solo un ingrediente: 100% olio di cocco, ed è da agricoltura biologica. Non è km0, è vero, quindi come per altri prodotti (es. banane, mango ecc.) ne faccio un uso molto limitato. Come scrivevo nel post, solo alcuni dolci che preparo occasionalmente prevedono l’impiego di burro.. se guardi le ricette che ho pubblicato fin qui in effetti puoi verificarlo tu stessa… per quelle occasioni ho scelto di autoprodurlo seguendo questa ricetta, che al momento mi sembra il metodo migliore. Detto ciò, non smetto di guardarmi intorno e sperimentare! Un’altra buona alternativa è il tahin, per esempio in questa frolla senza glutine (http://www.labalenavolante.com/2014/10/22/alla-ricerca-di-una-frolla-vegan-e-senza-glutine-traslochi-e-nuovi-progetti-un-po-merlino-e-un-po-panda-ma-poco-kung-fu/) lega perfettamente!!
      Fammi sapere se provi!!
      Bacioni e grazie per essere passata di qui
      Lucy

      Rispondi
    • La BalenaVolante

      16 novembre 2014 at 14:10

      Ciao Linda, sì, ho provato i croissant sfogliati con questo burro, usando una ricetta per croissant vegan che avevo trovato in rete, che prevedeva di stendere uno strato sottile di burro direttamente sulla sfoglia, procedendo poi a ripiegarla e ripetendo il procedimento più volte.. erano venuti molto buoni! L’unica è che il procedimento che avevo provato era piuttosto lungo (soprattutto per le lievitazioni) e così non li ho più ripetuti. Ma il risultato meritava!!

      Rispondi
  • Linda

    17 novembre 2014 at 15:21

    mi piacerebbe tanto che venissero.. se succede te li mostrerò.. e fatti con pasta madre 😉
    Sto su Cookaround, e naturalmente ti citerei.
    Piccola annotazione etica da parte mia: non sono vegana, né vegetariana.. diciamo solo un po’ consapevole e paurosa di ammazzare il marito mediante preparazioni colesteroliche.
    Cerco di procurarmi gli ingredienti.
    Ciao, e grazie1000 per la risposta sollecita.
    L.

    Rispondi
    • La BalenaVolante

      21 novembre 2014 at 10:53

      Ciao Linda! Sono proprio curiosa di vederli! Tienimi aggiornata 😉
      Il blog è nato proprio per chi non è nè vegan nè vegetariano, per sensibilizzare le persone a uno stile di vita etico, senza rinunciare al gusto. Se una persona sceglie di provare una ricetta per motivi di salute, etici, o anche semplice curiosità, ho realizzato lo scopo del blog!
      Quindi grazie <3
      Buona sperimentazione!!

      Rispondi
  • Linda

    8 dicembre 2014 at 20:41

    Ciao Lucy,

    come detto precedentemente, questa sera mi sono cimentata..
    Prima di parlare dei dubbi, devo dire che è ottttttimissimo.. mi ricorda una maionese bella cremosa (infatti è un po’ salato per i miei gusti, ne parlo sotto).

    Detto questo, passiamo ai dubbi:

    – mi sono venuti oltre 500 gr di burro .. gasp!!! Ma bello eh?! Non lento.. ora sta in frigo (poi ti mosterò fotine quando le carico);
    – quanto devono scolare i fiocchi (dopo il risciacquo per perdere il retrogusto dell’aceto) prima della frullatura? Io ho aspettato fintanto che non ho più sentito sgocciolarmenti dal telo/scolapasta (ho misurato anche la temperatura: stava intorno ai 40°C);
    – ho evitato l’acqua per sciogliere la lecitina (è indispensabile?) perché – come faccio per i cosmetici – l’ho polverizzata e sciolta direttamente nell’olio di soia;
    – l’ho trovato un pochino troppo salato per essere destinato ai dolci. Volevo farci i croissant, ma – a meno che non faccia quelli da buffet salati – non mi sembra adatto. Nel caso, posso omettere il sale la prossima volta, o ha potere conservante o altro?

    Ok, grazie mille per avercela interpretata a modo tuo perché è una ricetta veramente ottima
    Ciao
    Linda

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    • La BalenaVolante

      18 dicembre 2014 at 13:03

      Ciao Linda!
      Scusami innanzitutto per il ritardo tremendo nella risposta! Come ho accennato nell’ultimo post pubblicato ormai 3settimane fa, ho appena traslocato e nella casa nuova non ho ancora internet, così mi collego sporadicamente..!
      Ma ora rispondo subito alle tue domande (in ordine sparso!!):
      – vedrai che lasciandolo in frigo solidifica e avrai una resa meno fluida rispetto a una maionese;
      -il sale puoi ometterlo tranquillamente;
      -per i fiocchi, anche io aspetto che l’acqua sia colata tutta.. A volte per velocizzare strizzo il telo per farla fuoriuscire più velocemente. Questo procedimento e’ lo stesso che si usa per ottenere la ricotta di soia autoprodotta.. Purtroppo al momento in commercio non esiste ancora, quindi per ora l’unica soluzione e’ ottenerla con questo procedimento!
      Aspetto le foto 😉 se non l’avete già spazzolato tutto!!!!!
      Un bacione
      Lucy

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  • Linda

    9 dicembre 2014 at 15:11

    .. in attesa della tua risposta continuo.
    E’ venuto come una bella margarina salatina, quindi nei croissant non ha assolutamente sortito l’effetto voluto. Se ne va dove gli pare e non resta come un tutt’uno plastico (ed è quello di cui si ha bisogno nella sfogliatura)… ma sono ancora convinta che possa venire meglio di come l’ho fatto io.
    Poi forse nelle sfogliature deve essere addizionato di parte della farina (?..), non so se hai esperienza in materia..
    Se mi dici che può venire molto più sodo lo rifaccio sicuramente, altrimenti gli manca la plasticità che danno i grassi commerciali (burri bavaresi innanzitutto e margarine dedicate alla sfogliatura).
    Nel frattempo lo abbiamo consumato come tartine sui crackers con pasta di alici (non vegane, ma ottime).
    Vado a finire di tirare i croissant, ma già prevedo delle ottime brioche e non dei croissant sfogliati.. pazienza.. spero almeno che non siano troppo salatini..
    Ciao
    Linda

    Rispondi
    • La BalenaVolante

      18 dicembre 2014 at 13:12

      Forse dipende da quanto tempo lo lasci solidificare.. Nel senso che la sua composizione e’ per la maggior parte a base di olio di cocco, che a temperatura ambiente e’ bello solido.. la consistenza di questo burro e’ davvero molto simile a quella dei burro vegetali che ho trovato in commercio.. Poi, c’è anche da dire che le margarine che si trovano in commercio generalmente presentano tra gli ingredienti grassi come olio di palma o colza, che hanno proprietà e quindi una resa diverse…!!!

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  • Marta

    17 dicembre 2014 at 16:29

    Ciao, mi piacerebbe provare questo burro, ma non ho l’olio di cocco, posso usare un’altro olio o magari del burro di cacao? Sembra abbastanza consistente 🙂 Mi piacerebbe usarlo per fare il pandoro e usarlo per sfogliare.
    Tu hai già provato?
    Buona serata.
    Marta
    🙂

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    • La BalenaVolante

      20 dicembre 2014 at 14:41

      Ciao Marta! Con il pandoro non l’ho mai provato.. questo Natale finalmente ho il forno e vorrei cimentarmi, anche col panettone (a proposito, ho visto le meraviglie che hai sfornato WOW!). Se vedi i commenti di Linda poco più sopra, l’ha usato per sfogliare le brioches, ma non era molto convinta.. forse dipende dal fatto che va fatto completamente solidificare (io col mio frighino ho impiegato 6 ore!), mentre lei scriveva di una consistenza tipo ‘maionese’, forse andava lasciato un po’ più riposare in frigo.. diverse amiche l’hanno usato per i dolci più disparati e fin qui si sono trovate bene. In passato ho provato diverse ricette con grassi non saturi, come olio extra vergine, ma non ho mai ottenuto una consistenza burrosa.. al massimo cremosa (ma tipo maionese..). Gli unici grassi saturi che uso sporadicamente sono olio di cocco e burro di cacao. Questo burro credo possa venire altrettanto buono anche con il burro di cacao, visto che solidifica alla perfezione!! Se provi fammi sapere!!!!
      un bacione buona sperimentazione!!

      Rispondi
  • Mariangela Piol

    23 febbraio 2015 at 15:37

    Ciao, ho provato a fare il tuo burro vegan autoprodotto già due volte, il sapore è buono, ma anche dopo 12 ore di frigorifero rimane di consistenza cremosa, non si solidifica, cosa avrò sbagliato? Ho seguito la ricetta, ho variato solo il tipo di olio, perché non avevo quelli indicati e ho usato olio di semi biologico. Grazie.

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    • La BalenaVolante

      27 febbraio 2015 at 16:17

      Ciao Mariangela, il burro della ricetta è composto per il 99% da ingredienti già solidi, ovvero OLIO di cocco e RICOTTA di soia (di cui ho indicato il procedimento per autoprodurla, partendo dal latte di soia, cagliato poi con aceto).
      Posso chiederti quale olio dell’originale hai sostituito? Perchè se si tratta dei 2 cucchiai di olio di soia sostituito con altro olio (es. semi), non no0terai differenza… se invece sostituisci l’OLIO di cocco con altro olio, non puoi ottenere una consistenza solida, perchè è proprio l’ingrediente che fa la differenza in questa ricetta; l’olio di cocco infatti, nonostante il nome, a temperatura ambiente è molto simile a un burro solido. Fammi sapere!! Spero di esserti stata d’aiuto 😉

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  • LUANA

    7 luglio 2015 at 14:07

    Il problema e’ chje fanno tutto con il burro che e’ cancerogeno e il maggior responasabile di deforestazione e tumori..dovrebbero proibire il burro da tutti i supermercati,,.con tutti gli infarti che provoca anche..

    Rispondi
  • Paolo

    8 gennaio 2017 at 20:16

    NON E’ BURRO…chiamatela margarina ma non burro…

    Se una fa una scelta la deve portare avanti e rinunciare (anche nel nome) a quello che non vuole avere.

    Rispondi

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