Biancomangiare

Vedi Nicolò, la gente non è

il mestiere che fa, o i vestiti che porta,

le scarpe che mette, la roba che ha.

E per questo non mi riconosco in questa società:

per me contano i dischi, i bagni nel mare, l’umanità.

Post Punk – I cani

Stamattina metto le cuffie e mi sparo questa canzone dei cani. Gli angoli della bocca girano all’insù e la mente vola ai concertini nei locali fumosi, con l’odore di birra media chiara nei bicchieri di plastica, vino rosso di bassa qualità, muffa, sudore acido e sigarette. Le casse bombardavano musica a diecimila decibel, infatti uscivamo completamente sordi e con le orecchie da Dumbo. Il rimmel colava a tutto spiano ma non ciportava, anzi faceva  rockandroll. L’unica cosa che contava era ballare, chissenefrega se in maniera scomposta ( tanto era buio ) e cantare storpiando il 90 % delle parole ( tanto con tutto quel rumore nessuno si sarebbe accorto ). Poi però il mattino dopo c’era la sveglia puntata alle 7.00, e la fatica di tenere gli occhi aperti davanti alle spiegazioni di matematica.

Viaggio con la musica  mentre mi vedo riflessa nei vetri. Stessi gins di allora, stesse all stars, solo di un altro colore. Stesso trucco sbavato. Solo che oggi più che Courtney Love  mi sento un’esemplare femmina di bradipo ( = sto dormendo in piedi ).

zzzz..

Buongiorno mondo!

***

Oggi cari aficionados propongo una ricetta semplice, di quelle che si possono fare sempre, anche se si è svogliati, non solo nelle occasioni speciali. Niente ingredienti strani o robe sofisticate.

Ho visto questo dolce su una rivista ( D di Repubblica ). Mi ha colpito il nome, Biancomangiare. L’ho riletto almeno due volte per essere sicura di non essermi sbagliata. Il fatto è che il nome evoca qualcosa di bianco, come la neve, e fa rima con Natale. Però siamo a maggio.

Va beh, poco male, c’era chi cantava coriandoli a natale, io propongo il Biancomangiare a maggio.

INGREDIENTI

500 ml di latte di mandorle bio;

50 gr di amido di mais bio;

1 cucchiaio di sciroppo di riso bio o zucchero grezzo di canna bio;

la scorza grattuggiata di mezzo limone bio;

1/2 stecca di vaniglia bio;

Ho sciolto a freddo l’amido di mais in poco latte di mandorla ( circa 1 bicchiere ). Ho aggiunto il resto del latte, la scorza grattugiata di un limone bio, lo sciroppo di riso e la vaniglia e messo sul fuoco. Ho continuato a mescolare finché non si è formata una crema piuttosto densa. Ho versato la crema dentro gli stampini precedentemente inumiditi con acqua fredda e messo in frigo a raffreddare per qualche ora.

Per servire si può guarnire con frutta fresca, caramello o frutta secca ( qui ho usato le mandorle a scaglie ).

biancomangiare vegan_ balenavolante-vegandessert

26 Comments

  • alfrida@fastwebnet.it

    25 maggio 2014 at 9:32

    il biancomangiare deve essere molto buono ma le foto non rendono. ti ci voleva un piatto di colore contrasto per far risaltare il dolce bianco. Bacio

    >

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    • labalenavolante

      25 maggio 2014 at 12:20

      Fotografare un budino non è facile.. una torta, dei muffin, i cup cake sono dolci piuttosto coreografici e questo aiuta.. il ballonzolante budino bianchiccio non ha agevolato una fotografa alle prime armi 😉

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    • labalenavolante

      26 maggio 2014 at 11:34

      Ciao Feli, grazie! La cosa incredibile è che non ho mai amato il latte di mandorla.. lo sentivo troppo amaro.. ora lo adoro! Come cambiano i gusti! Ora voglio sperimentare la tua super spuma di mandorle per un dolce al cucchiaio.. sto aspettando che i miei lamponi, ancora acerbi, maturino ben bene 😉

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      • Felicia

        26 maggio 2014 at 18:04

        Vedrai la spuma di mandorle ti piacerà… pensa che tanti anni fa in sicilia ho esagerato con il latte di mandorle, per me era la scoperta del secolo, amore al primo sorso… ma quel pomeriggio dopo tanto sole e caldo ho bevuto un litro di latte di mandorle freddo. Ovviamente sono stata malissimo…. molto male 🙁 ci sono voluti diversi anni prima di avvicinarmi nuovamente al latte di mandorle 😉
        Ora vado cauta….

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  • Sissa

    25 maggio 2014 at 21:56

    Le orecchie da Dumbo venivano anche a me: ho lavorato per 13 anni nei locali notturni a fare la barista e ciò che scrivi rievocano gli anni passati, che erano sì più ‘leggeri’ di adesso ma meno ‘consapevoli’!
    Stamattina dopo aver letto la ricetta avevo già messo in ammollo le mandorle per fare il latte stasera e poi il budino, ma rientrata a casa mi sono curata ..duemigliardi di cose da fare ed alla fine mi sarei tirata un pugno piuttosto che fare il latte di mandorla ma ormai… era da fare, maledette mandorle ammollate! Per il budino non avevo piu’ forze. Magari domani sera ci provo perché mi fa trooooppa voglia sai!?!?
    Notte 🙂
    Sissa

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    • labalenavolante

      26 maggio 2014 at 12:02

      Ciao Sissa, questa volta infatti ero talmente sconvolta che ho usato un latte già pronto. Minimo sbattimento, massimo risultato. Ripromettendomi di farlo autoprodotto alla prossima, dopotutto il latte di mandorla ( come tutti quelli vegetali che ho provato fin qui ) non è lunghissimo da fare. Ma oggi era troppo anche quello, quando mi bradipizzo non ce n’è! Poi di buono nel latte di mandorla autoprodotto c’è anche lo ‘scarto’, ottimo come base per qualche dolcetto crudista!!! gnamme!!
      un bacione

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  • Teresa

    26 maggio 2014 at 6:37

    Mi ci rivedo in tutto, anche nelle converse, che nel mio caso sono le stesse di quando avevo 16 anni…Differisco solo nella sveglia alle 7 per seguire le lezioni, che venivano saltate direttamente. Ora una serata del genere mi costa almeno 3 giorni di rincoglionimento totale, senza scherzi. Ah beata gioventù.

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  • MARI

    29 maggio 2014 at 12:47

    A me la parola biancomangiare fa venire in mente il bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie…chissà che associazione strana si avvera nella mia testolina confusa: una cosa è certa: dev’essere una golosa bianca meraviglia!!! 😉

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  • Costanza

    29 maggio 2014 at 18:11

    scusa Lucia, stessi gins di allora in che senso? stessa taglia? No, perché se è così schiatto d’invidia!! 🙂 ma passiamo ad altro…… il biancomangiare non l’ho mai fatto, eppure ricordo di averlo mangiato proprio in sicilia tanti anni fa e mi era piaciuto tantissimo, tra l’altro è adattissimo per la stagione calda che sta arrivando…provvedero’!! baci!

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    • labalenavolante

      29 maggio 2014 at 19:31

      ahahahah.. in realtà più o meno sono sempre uguale.. ora mangio molti più dolci, ma abito anche a un SETTIMOPIANOSENZASCENSORE. Questo sì, che mi fa smaltire! Oltre a due polpacci che neanche Rino Gattuso!
      bacione!

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  • GranoSalis

    3 giugno 2014 at 18:13

    Cara, i Cani non li conosco (mo me li vado a sentire), ma quell’atmosfera di birra media chiara in plastica, vino rosso scarso, sudore acido e sigarette, quello lo conosco sì, e quanto mi ci sono divertita là dentro, fino a ben oltre i giorni della scuola!
    Il biancomangiare, come i Cani di cui sopra, invece non lo conosco, ma non è la prima volta che lo sento nominare…prima o poi lo provo, magari proprio questa tua versione, visto che non mi risulta sia sempre così vegan come dolce.
    E’ sempre un piacere leggerti 🙂

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